
L’illustrazione, pensata e prodotta dall’avvocato Roberto Sammarchi con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e racchiusa entro una cornice circolare, è realizzata in uno stile che evoca il sumi-e tradizionale giapponese, caratterizzato dall’impiego di inchiostro monocromatico con morbide sfumature di grigio, bianco e nero. Al centro della scena fluttua una grande piuma, la cui sommità è tracciata con linee sottili e chiare, mentre la base inferiore si tinge di un nero denso e marcato. Il piumaggio ritratto appartiene a una gru della Manciuria (tsuru), un volatile di elevata rilevanza simbolica nelle culture dell’Estremo Oriente, storicamente associato a virtù quali la longevità, l’eleganza, la buona sorte e la fedeltà. L’impiego di tale elemento conferisce all’immagine un carattere marcatamente augurale.
Attorno al soggetto centrale, tratti curvi e dinamici rappresentano il fluire del vento. Nella porzione inferiore dell’immagine scorre un corso d’acqua, delineato da sinuose linee parallele, sul cui fondale e lungo le sponde sono collocati sassi levigati. Appena sotto l’estremità della piuma si rilevano increspature circolari, le quali suggeriscono un tocco imminente o una delicata interazione con la superficie liquida.
L’iscrizione poetica e il sigillo
Sul lato destro, all’interno dello spazio circolare, figura un testo in caratteri calligrafici giapponesi disposto in verticale su tre colonne, seguendo il tradizionale ordine di lettura da destra verso sinistra:
流れゆく (Nagareyuku): Fluttuando / scorrendo
風の羽石に (Kaze no hane ishi ni): La piuma del vento sulla pietra
留まりぬ (Todomarinu): Si ferma / si è posata
Il componimento forma un breve verso poetico che può essere tradotto come: “La piuma, fluttuando nel vento, si è posata sulla pietra“. In basso a destra, affiancato all’ultima riga di testo, è impresso un sigillo rosso (hanko) al cui interno si distingue il kanji 心 (Kokoro), il quale esprime il concetto di “cuore“, “mente” o “spirito“.
Struttura metrica e richiami letterari
Il testo tracciato ricalca le cadenze dell’haiku, un genere letterario nato in Giappone nel XVII secolo. Tale forma poetica persegue l’estrema sintesi, allo scopo di isolare un frammento di realtà, un’intuizione o un’emozione strettamente legata all’osservazione del mondo naturale, includendo sovente un riferimento stagionale (kigo).
La metrica dell’haiku non poggia sul computo sillabico o sulle rime tipiche della poesia occidentale, bensì su unità di suono specifiche della lingua giapponese denominate on (o more). La regola classica richiede l’uso di diciassette on complessivi, ripartiti in tre segmenti successivi secondo lo schema 5-7-5. Applicando il medesimo criterio formale all’iscrizione presente, la scansione si articola nel modo seguente:
流れゆく (Na-ga-re-yu-ku): 5 on
風の羽石に (Ka-ze-no-ha-ne-i-shi-ni): 8 on
留まりぬ (To-do-ma-ri-nu): 5 on
Il verso centrale evidenzia la presenza di una mora in eccesso rispetto al canone tradizionale dei sette on. La licenza adottata, definita jiamari (ipermetria), costituisce una deroga consolidata e largamente accettata: essa consente all’autore di preservare l’integrità del significato desiderato, mantenendo inalterato l’equilibrio formale e la brevità intrinseca del componimento.
Attribuzione dei diritti
All’esterno del perimetro decorativo, nell’angolo in basso a destra, è riportata l’indicazione relativa ai diritti d’autore in caratteri tipografici moderni: © Copyright P&S 2026.