Un libro e un corso per un nuovo profilo di professionista della sicurezza.
Pubblicato oggi il nuovo libro di Roberto Sammarchi dedicato all’uso dell’intelligenza artificiale per la salute e la sicurezza sul lavoro, attraverso la formazione di un nuovo profilo professionale: l’AI Safety Manager.


Il libro è disponibile qui: https://amzn.eu/d/2lwdxA2
Si tratta del manuale per il corso sullo stesso argomento che IFOA ha in programma a partire dall’autunno 2025: https://www.ifoa.it/corsi/ca-sicurezza-corso-ai-safety-manager/
Nonostante un’architettura normativa tra le più complete d’Europa, la sicurezza sul lavoro in Italia rimane un paradosso doloroso. Una sequenza di infortuni, definita “intollerabile” ai più alti livelli istituzionali, continua a segnare la cronaca, sintomo di una malattia profonda che affligge il nostro sistema di prevenzione: la “cultura della carta”. Per troppe organizzazioni, la sicurezza sembra ancora fermarsi a un esercizio di conformità formale, una corsa all’adempimento burocratico dove documenti di valutazione dei rischi più o meno ricavati da modelli standard e una formazione spesso inefficace prendono il posto di una tutela sostanziale e sentita. Permane una frattura pericolosa tra la sicurezza teorica e quella effettiva, un mondo in cui i documenti dovrebbero fungere da scudo legale mentre spesso mascherano solo l’assenza di una vera cultura della prevenzione.
In questo scenario, l’intelligenza artificiale irrompe non come un semplice aggiornamento tecnologico, ma come un potente catalizzatore di cambiamento. L’IA offre la possibilità di scardinare le fondamenta della “cultura della carta” per edificare un nuovo paradigma basato sui dati, sulla previsione e sulle decisioni in tempo reale.
Pensiamo a sistemi capaci di anticipare un guasto meccanico prima che causi un infortunio, telecamere intelligenti che non si limitano a sorvegliare ma supportano attivamente l’operatore segnalando un possibile pericolo, sensori che monitorano la postura per prevenire l’insorgere di patologie croniche, e percorsi formativi immersivi e personalizzati che trasformano l’apprendimento da obbligo noioso a esperienza memorabile.
L’IA promette di trasformare la sicurezza da funzione reattiva e di controllo a processo proattivo, dinamico e integrato nel cuore dell’operatività aziendale.
Tuttavia, questa rivoluzione non è priva di ombre. Ogni grande promessa tecnologica porta con sé nuove e complesse sfide. Gli stessi sistemi che possono salvare vite, se non governati con saggezza, rischiano di introdurre nuove forme di rischio: bias discriminatori nascosti nei dati, un monitoraggio continuo che può ledere la privacy e la dignità dei lavoratori, e una complessità da “scatola nera” che rende difficile comprendere e contestare le decisioni automatiche.
La transizione verso la sicurezza intelligente è un sentiero stretto, dove il potenziale di benessere è fiancheggiato da inediti pericoli di natura tecnica, etica e legale.
Per navigare questa frontiera complessa, non basta la tecnologia. Serve una nuova intelligenza umana, una professionalità inedita capace di governare la trasformazione. Emerge così la figura dell’AI Safety Manager, il protagonista della sicurezza in questa nuova era.
Non un semplice tecnico, né un manager tradizionale, ma un professionista dal profilo ibrido, un ponte tra mondi diversi.
L’AI Safety Manager possiede un toolkit di competenze multidisciplinari che spaziano dal diritto del lavoro all’ingegneria dei dati, dalla cybersecurity all’etica applicata all’IA. È il presidio organizzativo chiamato a garantire che l’adozione dell’intelligenza artificiale avvenga in modo responsabile, efficace e umano-centrico; il custode che assicura trasparenza, equità e rispetto dei diritti fondamentali nell’era degli algoritmi.
Il libro si propone di esplorare le basi normative di questo auspicato e necessario percorso evolutivo. Concentreremo il nostro lavoro sugli aspetti essenziali di compliance che possono facilitare il passaggio, dove ciò fosse necessario, dall’inerzia della conformità formale all’intelligenza della prevenzione sostanziale.
Cercheremo di raccontare la storia di una sfida e di un’opportunità, delineando il percorso che le imprese e i policy-maker possono intraprendere per integrare questa nuova funzione professionale e sfruttare appieno il potenziale dell’IA.
L’obiettivo finale non è solo ridurre gli infortuni, ma costruire ambienti di lavoro più resilienti, efficienti e, soprattutto, più degni dell’essere umano.
Un futuro in cui la tecnologia, guidata da una nuova consapevolezza, sia una potente alleata della vita.